domenica 15 agosto 2021

 Bizantini  Longobardi e la Lunigiana-8

“A presidio di nodi stradali furono stanziate colonie barbariche di Taifali a Modena, Reggio e Parma, Alamanni sul Po, Sarmati a Forum Fulvi, Cremona, Torino, Aqui, Tortona, Novara Vercelli, Quadrata, Ivrea, Pollentia”. Nel 406 abbiamo l’arruolamento degli schiavi in cambio della libertà e nel 440 viene permesso l’uso delle armi ai cittadini25.

Le stesse città costiere diventano città fortificate, dove anche lì sono gli abitanti protetti da mura, ad operare. Nelle città di pianura infatti i Bizantini costruiscono fortificazioni con lunghe mura, appoggiate da torri aggettanti come già in Oriente e lì si immagazzinano i viveri per le popolazioni; Lungo il limes si creava la vera e propria zona fortificata. Nella concezione imperiale romana il limes era “un insieme di strade fortificate disposte sulla zona marginale dell’impero e costituenti un organismo atto sia alla difesa del proprio territorio, che alla penetrazione del territorio contiguo, tanto se abitato da barbari, quanto se in possesso di popolazioni amiche o alleate26.

                             

Al kàstron e poi al castrum tardo medievale appaiono legate fortificazioni minori, forse turres di segnalazione e/o solo difensive. I militari “greci”, professionisti, sarebbero stanziati nel castrum, per la necessità che tali truppe, ben addestrate, potessero intervenire laddove il fronte avesse ceduto.

In Lunigiana possiamo ipotizzare la presenza di un limes bizantino e ne abbiamo recentemente trattato27 identificando alcune possibili realtà militari di questo, da Luni alla Valtaro. 

Del limes trattano Romeo Pavoni e anche PM.Conti: “Nella Descriptio Giorgio Ciprio elencò due categorie di centri: l'una, nella quale al nome del luogo non è preposta qualifica alcuna e che, per molti ed inequivocabili esempi, è costituita dalle civitates, l'altra, nella quale al toponimo è preposto l'appellativo kàstron (chiara translitterazione greca del latino castrum), contiene l'elenco, sia pur confuso e lacunoso, di quei centri che ebbero la natura giuridica di castrum, tra i quali, appunto, Surianum (Kàstron Soreòn)” 28.

Aggere Sorano, da Giannichedda


Anche al kàstron di Sorano potevano essere collegate una serie di fortificazioni come Bibola, Virgoletta, Filetto, Filattiera, Monte Castro, Caprigliola, Comano, Torre Nocciolo, Apella, Monte S.Antonio, Iera, Treschietto, Monte Castello, Ara della guerra, Previdè, Gravagna, Monte Zucchello, Baselica/Costerbosa, Roccamurata, Tiedoli, Turris, Nociveglia e forse altre ancora da individuare29.

Di fronte a loro, il castrum Aghinolfi di Montignoso, il castrum Nebbla di Solignano, 
 quello di Petramugulana e forse quello di Belforte.

 Prendiamo le mosse nella nostra ricerca dalla Cosmographia dell’Anonimo Ravennate, VII secolo, che cita una serie di castra/civitates bizantini, forse in parte in Lunigiana:... Luni, Pollio, Bibola, Rubra, Cornelia, Bulnezia, Boro, Bexo, Turres, Stacile, Apennina, fino a Munalia, Solaria, Ricina, Genova..., anche se non diamo per scontato che quanto descritto in quest’opera corrisponda in toto alla realtà; la supposta sua derivazione dalla Tabula Peutingeriana, nella zona interessata colma di omissioni e l’inserimento di nomi lì non citati come Bibola, Rubra, Cornelium, Turres,non può essere sufficiente garanzia.
Potremmo comunque ipotizzare due sistemi difensivi che entrano e si sviluppano in Lunigiana, originanti dal castrum Aghinolfi di Montignoso forse ricordato da Giorgio Ciprio che per  Mario Nobili è ”…senza dubbio il Castellum Aginulfi, quale riappare nella documentazione a partire dal 1055, non è lo stesso per struttura fisica e funzione di quello documentato nell’VIII secolo che probabilmente rimanda ad una struttura bizantina e forse tardo-antica. Se allora potè essere un punto fortificato di un limes (quello bizantino), caratterizzato dalla persistenza di quella fortificazione (età longobarda)…”

Castello Aghinolfi


Aggiunge U.Formentini “Il primo del primo forzamento del limite della Marittima, avvenne nella Versilia, già occupata al tempo di re Agilulfo (Castrum Aghinulfi), oggi Montignoso, con tracce di strutture militari longobardiche; v.anche la leggenda della regina Teodolinda in Luneria…”

 Importante dopo Montignoso è Luni, la Luna romana, dedotta a colonia nel 177 a.C.  di cui scrive Luisa Banti “a qualche chilometro di distanza dal mare, sulla sinistra della Magra, alcuni ruderi nella pianura fertile e coltivata indicano il luogo dove sorgeva Luna. La pianta della città è un quadrato irregolare più largo a nord: è facilmente ricostruibile, perchè delle mura di cinta esistono quasi dappertutto le fondamenta ed in parte l'alzato che forma un ripiano largo m. 2,20- 3,00,... Le mura sono formate da grossi blocchi di pietra del vicino promontorio del Corvo; nessuna traccia delle <<candentia moenia>>, di cui parlano Rutilio Namaziano e Ciriaco da Ancona”.

 

Luni

                                             25-  R.Pavoni: Liguria medievale, 1992.

                              26-F.Siano: Le fortificazioni bizantine, pratica e teoria…,op. cit. 

27-  S.Santini: Possibili fortificazioni…,op.cit.

              28-   PM.Conti: Ricerche sull’organizzazione…, op.cit.

    29- S.Santini: Possibili fortificazioni…, op.cit.



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