Bizantini Longobardi e la Lunigiana-8
“A
presidio di nodi stradali furono stanziate colonie barbariche di Taifali a
Modena, Reggio e Parma, Alamanni sul Po, Sarmati a Forum Fulvi, Cremona,
Torino, Aqui, Tortona, Novara Vercelli, Quadrata, Ivrea, Pollentia”.
Nel 406 abbiamo l’arruolamento degli schiavi in cambio della libertà e nel
440 viene permesso l’uso delle armi ai cittadini25.
Le stesse città costiere
diventano città fortificate, dove anche lì sono gli abitanti protetti da mura,
ad operare. Nelle città di
pianura infatti i Bizantini costruiscono fortificazioni
con lunghe mura, appoggiate da torri aggettanti come già in Oriente e lì si immagazzinano i viveri per le
popolazioni; “Lungo il limes
si creava la vera e propria zona
fortificata. Nella concezione imperiale romana il limes era “un insieme di strade fortificate
disposte sulla zona marginale dell’impero e costituenti un organismo atto sia
alla difesa del proprio territorio, che alla penetrazione del territorio
contiguo, tanto se abitato da barbari, quanto se in possesso di popolazioni
amiche o alleate”26.
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In Lunigiana possiamo ipotizzare la presenza di un limes bizantino e ne abbiamo recentemente trattato27 identificando alcune possibili realtà militari di questo, da Luni alla Valtaro.
Del limes trattano Romeo Pavoni e anche PM.Conti: “Nella Descriptio Giorgio Ciprio elencò due categorie di centri: l'una, nella quale al nome del luogo non è preposta qualifica alcuna e che, per molti ed inequivocabili esempi, è costituita dalle civitates, l'altra, nella quale al toponimo è preposto l'appellativo kàstron (chiara translitterazione greca del latino castrum), contiene l'elenco, sia pur confuso e lacunoso, di quei centri che ebbero la natura giuridica di castrum, tra i quali, appunto, Surianum (Kàstron Soreòn)” 28.
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| Aggere Sorano, da Giannichedda |
Aggiunge U.Formentini “Il primo del primo forzamento del limite
della Marittima, avvenne nella Versilia, già occupata al tempo di re Agilulfo
(Castrum Aghinulfi), oggi Montignoso, con tracce di strutture militari
longobardiche; v.anche la leggenda della regina Teodolinda in Luneria…”
Importante dopo Montignoso è Luni, la Luna romana, dedotta a colonia nel 177 a.C. di cui scrive Luisa Banti “a qualche chilometro di distanza dal mare, sulla sinistra della Magra, alcuni ruderi nella pianura fertile e coltivata indicano il luogo dove sorgeva Luna. La pianta della città è un quadrato irregolare più largo a nord: è facilmente ricostruibile, perchè delle mura di cinta esistono quasi dappertutto le fondamenta ed in parte l'alzato che forma un ripiano largo m. 2,20- 3,00,... Le mura sono formate da grossi blocchi di pietra del vicino promontorio del Corvo; nessuna traccia delle <<candentia moenia>>, di cui parlano Rutilio Namaziano e Ciriaco da Ancona”.
| Luni |
25- R.Pavoni: Liguria medievale, 1992.
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26-F.Siano: Le fortificazioni bizantine, pratica e teoria…,op. cit. 27- S.Santini: Possibili fortificazioni…,op.cit. 28- PM.Conti: Ricerche sull’organizzazione…, op.cit. 29- S.Santini: Possibili fortificazioni…, op.cit. |


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