mercoledì 11 agosto 2021

 

Bizantini, Longobardi e la Lunigiana- 3

Intanto i Visigoti si affacciano in Italia, desiderosi tali ad altri di porsi come foederati dell’Impero; entrano in Liguria e poi vengono sconfitti nel 402 a Pollenza da Stilicone. Tentano più volte di ottenere da Onorio stanziato a Ravenna, una provincia dove stabilirsi. Non sono accontentati e si dirigono a Roma dove per l’apertura della porta Salaria possono entrare e saccheggiare la città per tre giorni. Potrebbero avere percorso la Lunigiana per scendere verso la Toscana, anche se non abbiamo riscontri documentari e/o archeologici. Già nel 270/71 gli Iutungi avevano attaccano Piacenza e Fano; nel 355 gli Alamanni sono bloccati a Campi Canino di Bellinzona e nel 493 i Burgundi devastano la Liguria.

Goti in un'immagine di Raffaele Caruso


Fortunatamente poi non vi passeranno gli Unni, fermati dal Papa e dall’oro all’altezza del Mincio e nemmeno i Vandali di Genserico, che dall’Africa si dirigono a Roma, via mare.

Tuttavia altre genti meno conosciute o parte di queste citate potrebbero avere frequentato la nostra regione, a meno di non riconoscere nell’abbandono solo una radice economica dovuta alla povertà della popolazione, per cui molti cedono i loro terreni agricoli a latifondisti per farsi poi da loro assumere, tali a servi della gleba.

In genere come anticipato, le popolazioni che cercavano di entrare nei territori dell’Impero ponevano la richiesta di diventare foederati e non di porsi come occupanti. La ricchezza, il modo di vivere della Romanità giustamente lì attraevano e li spingevano ad entrare. Era questa una ormai consolidata tradizione e già nel IV secolo l’Impero consentì che tali popoli inizialmente stanziati ai confini dell’Impero stesso, mantenessero la propria struttura militare. La presenza militare barbara continuò così ad aumentare nell’esercito ed aumentò anche il numero degli ufficiali che assunsero poi cariche romane come magistri peditum ed equitum.                                    

I Longobardi in seguito si comportarono invece come padroni, anche se nella loro permanenza in Pannonia avevano assimilato in parte la civiltà romana e per essere accettati avevano inviato 5.500 guerrieri in Italia, in aiuto dei Bizantini7. 

Longobardi, da Raffaele Caruso

           Siamo agli inizi del V secolo e l’Impero sempre più diviso e sempre più debole, si sfalda.  Odoacre re degli Eruli, nel 476 depone Romolo Augustolo, figlio di Flavio Oreste che in suo nome governava dopo la deposizione dell’imperatore Giulio Nepote. Odoacre invia le insegne imperiali a Costantinopoli e governa col titolo di   patrizio romano, ma rifiuta la richiesta del suo popolo che richiede il 30% dei prodotti agricoli dei Romani, pretesa che ritroviamo anche in altri popoli ed in seguito nei Longobardi.

Nel 488 scende in Italia Teodorico, re degli Ostrogoti, spinto da Bizanzio.                    Vince i Gepidi e poi Odoacre sull’Isonzo ed a Verona. Nel 489 Odoacre si chiude in Ravenna, dove dopo 3 anni capitola e nel 493 dopo un accordo di convivenza viene ucciso dagli Ostrogoti. La posizione di Teodorico viene riconosciuta dall’imperatore d’Oriente solamente nel 498. In seguito agli accordi, ai Romani vengono assegnate le cariche civili ed ai Goti quelle militari. L’Italia verrebbe divisa in 17 distretti, diretti da Governatori.

Moneta di Teodorico

I Goti potrebbero già da allora stanziarsi in Lunigiana sul massiccio del Monte Gottero, dove poteva essere una silva publica tra Varese Ligure, Pontremoli e Borgotaro e dove si fissano una serie di toponimi derivati dalla radice Got8.                

Si ipotizza che abbiano costruito una serie di fortificazioni sui contro crinali, come Monte Castello, lungo la via “lombarda” per il Parmense o come Umbria nella valle del Ceno di Parma, ma non abbiamo riscontri documentari9

7-       J.Jarnut scrive nella sua Storia dei longobardi, Einaudi, 1995, che nel periodo fra il 527 e ’47 quando conclusero “la conquista della Pannonia, essi ereditarono le antiche province romane…Nell’entrare in contatto con questo antico ambito di civiltà, i Longobardi svilupparono forme di vita e di insediamento che da un lato preservarono quanto possibile le loro vecchie tradizioni, e dall’altro consentirono i necessari adattamenti al nuovo ambiente”.  

8-      G.Petracco Sicardi: Tracce linguistiche in Valtaro e Valceno nell'alto Medioevo, Compiano arte e storia, 1979.

9-      PL.Dall’Aglio: I così detti “castellieri liguri” e gli antecedenti del castello di Bardi, Alle origini del potere, Bardi,1999.


Nessun commento:

Posta un commento

 Pontremoli e il Registrum Magnum del Comune di Piacenza Di poi il 6/11/1194 abbiamo i Capitoli della pace tra il marchese Moroello Malaspin...