Bizantini, Longobardi e
la Lunigiana- 3
Intanto i
Visigoti si affacciano in Italia, desiderosi tali ad altri di porsi come foederati dell’Impero; entrano in
Liguria e poi vengono sconfitti nel 402 a Pollenza da Stilicone. Tentano più volte di ottenere da Onorio stanziato a Ravenna, una provincia dove stabilirsi. Non sono accontentati e si dirigono a Roma
dove per l’apertura della porta Salaria possono entrare e saccheggiare la città
per tre giorni. Potrebbero avere percorso la Lunigiana per scendere verso la Toscana,
anche se non abbiamo riscontri documentari e/o archeologici. Già nel 270/71 gli
Iutungi avevano attaccano Piacenza e Fano; nel 355 gli Alamanni sono bloccati a
Campi Canino di Bellinzona e nel 493 i Burgundi devastano la Liguria.
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| Goti in un'immagine di Raffaele Caruso |
Fortunatamente poi non vi passeranno gli Unni, fermati dal Papa e dall’oro
all’altezza del Mincio e nemmeno i Vandali di Genserico, che dall’Africa si dirigono a Roma, via mare.
Tuttavia altre genti meno
conosciute o parte di queste citate potrebbero avere frequentato la nostra
regione, a meno di non riconoscere nell’abbandono solo una radice economica
dovuta alla povertà della popolazione, per cui molti cedono i loro terreni
agricoli a latifondisti per farsi poi da loro assumere, tali a servi della
gleba.
In genere come anticipato, le popolazioni che cercavano di entrare nei territori dell’Impero ponevano la richiesta di diventare foederati e non di porsi come occupanti. La ricchezza, il modo di vivere della Romanità giustamente lì attraevano e li spingevano ad entrare. Era questa una ormai consolidata tradizione e già nel IV secolo l’Impero consentì che tali popoli inizialmente stanziati ai confini dell’Impero stesso, mantenessero la propria struttura militare. La presenza militare barbara continuò così ad aumentare nell’esercito ed aumentò anche il numero degli ufficiali che assunsero poi cariche romane come magistri peditum ed equitum.
I Longobardi in seguito si comportarono invece come padroni, anche se nella loro permanenza in Pannonia avevano assimilato in parte la civiltà romana e per essere accettati avevano inviato 5.500 guerrieri in Italia, in aiuto dei Bizantini7.

Longobardi, da Raffaele Caruso
Nel 488
scende in Italia Teodorico, re degli
Ostrogoti, spinto da Bizanzio. Vince i Gepidi e poi Odoacre sull’Isonzo ed a Verona. Nel 489
Odoacre si chiude in Ravenna, dove
dopo 3 anni capitola e nel 493 dopo un accordo di convivenza viene ucciso dagli
Ostrogoti. La posizione di Teodorico viene
riconosciuta dall’imperatore d’Oriente solamente nel 498. In seguito agli
accordi, ai Romani vengono assegnate le cariche civili ed ai Goti quelle
militari. L’Italia verrebbe divisa in 17 distretti, diretti da Governatori.
Moneta di Teodorico
I Goti potrebbero già da allora stanziarsi in Lunigiana sul massiccio del Monte Gottero, dove poteva essere una silva publica tra Varese Ligure, Pontremoli e Borgotaro e dove si fissano una serie di toponimi derivati dalla radice Got8.
Si ipotizza che abbiano
costruito una serie di fortificazioni sui contro crinali, come Monte Castello,
lungo la via “lombarda” per il Parmense o come Umbria nella valle del Ceno di
Parma, ma non abbiamo riscontri documentari9.
7-
J.Jarnut scrive nella sua Storia dei longobardi, Einaudi, 1995, che nel periodo fra il 527 e
’47 quando conclusero “la conquista della
Pannonia, essi ereditarono le antiche province romane…Nell’entrare in contatto
con questo antico ambito di civiltà, i Longobardi svilupparono forme di vita e
di insediamento che da un lato preservarono quanto possibile le loro vecchie
tradizioni, e dall’altro consentirono i necessari adattamenti al nuovo ambiente”.
8-
G.Petracco Sicardi: Tracce linguistiche in
Valtaro e Valceno nell'alto Medioevo, Compiano
arte e storia, 1979.
9-
PL.Dall’Aglio:
I così detti “castellieri liguri” e gli
antecedenti del castello di Bardi, Alle
origini del potere, Bardi,1999.

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