Bizantini Longobardi e la Lunigiana - 13
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Abbiamo detto di Baselica, da baselichè ghè o baseliche odòs, ovvero terre del demanio imperiale o vie dell’Impero; una prima località è vicina a Pontolo di Borgotaro, là dove erano sino a pochi anni fa i confini della diocesi lunense e l’altra nella valle del Verde di Pontremoli, citata dal Giuliani. Lì si riconosce anche la “Macchia di Baselica”, quindi fiscale, laddove altre macchie esistono con riportato il cognome della famiglia proprietaria e quel Baselga/Costa del Bando che il Formentini segnala nel suo lavoro su Monte Castello, dove Bandon indica un corpo militare bizantino di circa 200/400 uomini.
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| Pontolo di Borgotaro |
| Monte Castello |
Tali terre potrebbero essere rimaste proprietà del demanio Imperiale proprio per una continuità amministrativa, anche dopo la caduta dell’Impero d’Occidente.
Altre Baselica come detto, le ritroviamo a Costa Romana lungo la via che da Piazza al Serchio porta al passo di Pradarena e anche vicino a Gorfigliano di Minucciano. Anche nel golfo di la Spezia troviamo un baselga.
Segnalata anche Baselica a Corvarola di Bagnone che intendiamo come strada pubblica, in quanto non sono mai evidenziati ritrovamenti anche storici di fortificazioni. Tra l’altro la via era una delle tre che collegavano quella di Linari con quella per Bagnone, Treschietto e il crinale.
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| Torre di Corvarola |
Orbene c’è da domandarsi quando si siano fissati tali toponimi, alcuni certamente di ascendenza greca, ovvero come in una zona dove probabilmente dopo la guerra greco gotica la presenza bizantina era sicuramente minoritaria e le truppe di confine, stanziali, si pensa fossero composte in maggioranza da “barbari” goti rimasti come mercenari dell’Impero, tali voci abbiano avuto il tempo per fissarsi nel “dire” locale.
Potremmo sia pensare che la presenza “greca” si sia manifestata subito o addirittura innanzi alla caduta dell’Impero d’occidente o piuttosto come ritengo sia più probabile che la conquista longobarda della Lunigiana non sia avvenuta ai tempi di Autari o Agilulfo e nemmeno con Rotari, ma come anticipato e come suggerisce il Formentini, intorno al 743 quando Liutprando conquista Ravenna.
Luana Lavia, che pare anticipare di 100 anni la conquista della Lunigiana, segue lo stesso pensiero, legato a Ravenna: “Sarebbe dunque possibile che la conquista della Liguria fosse derivata dall’arresto della spinta longobarda verso Ravenna in conseguenza della battaglia della Scultenna, come manovra alternativa. In Italia, proprio nel 639-640 caddero in mano lonogbarda Oderzo ed Altino e la campagna emiliana attuata da Rotari pose stretta pressione le ridotte potenzialità dell’esercito bizantino guidato da Isacio” 40.



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