domenica 15 agosto 2021

 Bizantini, Longobardi e la Lunigiana-7

L’invasione longobarda sarebbe quindi controllata da un sistema fortificato di controcrinale che avrebbe probabilmente obbligato nel 593 Agilulfo a non utilizzare la via di Monte Bardone per scendere in Toscana e dirigersi a Roma. Ipotizziamo invece che partito da Piacenza avrebbe potuto percorrere la Placentiam-Lucam sino alla Foce dei Tre Confini, sfiorando solamente i territori bizantini delimitati dal torrente Gotra per poi seguire la via Regia, via di crinale fra Lunigiana e Val di Vara che transita nel Comune di Zeri, un compascua ligure dove il Giuliani ha ipotizzato un conciliabulum, nella località Conciliara e che porta al mare22

Via Regia, da Mannoni


Da parte di alcuni studiosi si sostiene invece che scendendo dalla Sella del Valoria, abbia prima occupato Monte Castello, là dove le torri parvero nella prima relazione del XIX secolo annerite dal fumo e poi si sarebbe diretto a Sorano.  Recentemente si è anche scritto che siano entrati in “Garfagnana, scendendo per la valle Aulella, lasciandosi alle spalle Luni, che era controllata dalle milizie longobarde stanziate in Tuscia, e, procedendo lungo la costa23. Di fatto, tali possibilità che non condividiamo, non avrebbe però significato un’occupazione stabile del territorio.

Tale via era ben conosciuta dai coloni lucenses che come si può evincere dalla Tabula Alimentaria Veleiate, la usavano per la transumanza delle loro greggi verso i pascoli della Res publica lucensium in alta Valtaro. Fu percorsa nel 1167 da Federico I, il Barbarossa, accompagnato da Obizzo Malaspina ed un secolo dopo dal duca d’Austria, accompagnato da Ubertino Landi ed Alberto Malaspina e diretto all’incontro con Corradino di Svevia.

La Via Regia


L’arrivo dei Longobardi incrementa lo sviluppo delle fortificazioni nelle zone bizantine e comunque per quanto ci riguarda anche nella Maritima italorum. L’esercito bizantino reduce dalla guerra coi Goti ed impegnato in Persia coi Sassanidi presenta notevoli problemi 

di arruolamento di militari, comunque sempre barbari, come  Bulgari, Franchi, Arabi e Armeni e di contingenti di popolazioni sconfitte e poi stabilite all’interno dell’Impero, come gli Slavi, per cui si preferisce come detto, un sistema difensivo con una serie di fortificazioni e torri collegate a vista, difese da truppe barbare col doppio compito di agricoltori e soldati e che occupavano i cd. fundi limitanei, ovvero terre di proprietà del fisco regio.

Scrive il Conti che per potere utilizzare queste terre se ne opererebbe una confisca, peraltro legata all’utilizzo militare del fondo, chiunque ne fosse poi il titolare. Il sistema così fornisce contemporaneamente “terra e uomini”24.  Si ipotizza che sia usato soprattutto in Lunigiana dove le terre coltivabili erano scarse e quindi sarebbero anche gli abitanti, oltreché i barbari, ad essere investiti del ruolo militare . 

22-      M.Giuliani: Il Castello di Zeri e le comunicazioni antiche e medioevali della regione del Gottero, ASPP,1959.  A Zeri è una razza di pecore, frutto di diversi incroci e ormai stabilizzata nel tempo, nonché presidio Slow Food.

23-      L. Lavia: Fonti scritte e fonti archeologiche nell’occupazione di una provincia periferica bizantina, op. cit.

24-      PM.Conti: Ricerche sull’organizzazione…,op. cit.


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